Hello, Darkness, My Old Friend

I’ve Come to Talk With You Again.

Inizio questo articolo citando un capolavoro della musica, “The Sound Of Silence” di Simon & Garfunkel. I primi due versi calzano a pennello per questo videogame, basato sulla contrapposizione tra Luce e Oscurità. O meglio ancora, Fuoco e Oscurità.

Signore e Signori io sono Casey ed oggi, finalmente, vi parlo del maestoso ultimo capitolo della serie targata FromSoftware. Benvenuti a Lothirc, benvenuti in Dark Souls 3. Attenzione, ci saranno Spoilers, per chi non ha ancora terminato il titolo.

Il Castello di Lothric

Inizio subito dicendo quanto io ami questo gioco, nonostante non sia esente da difetti, e lo trovi il miglior Souls mai prodotto oltre che uno dei migliori videogiochi di questo 2016.

Tantissimi i punti a favore del titolo, a partire dal Level Design: From non si è lasciata scappare l’occasione ed ha utilizzato i migliori mezzi a propria disposizione per quanto riguarda le Mappe e il loro contenuto. Nonostante la linearità del titolo, rispetto ai predecessori, ogni area sarà egregiamente collegata alla successiva e vi permetterà di vedere dalla distanza le precedenti, facendovi comprendere come sia tutto studiato nei minimi dettagli. Arrivate ad Anor  Londo e voltatevi, l’intera Valle Boreale sarà visibile, oltre che al Castello di Lothric e le sue mura in lontananza. Oppure nella  palude ai piedi del Forte di Farron, controllate sopra le vostre teste: il ponte che collega Lothric e le sue mura saranno lì, a ricordavi la vostra missione. Sono rimasto stregato dalle creazioni dei designer di FromSoftware, ho speso minuti e minuti della mia prima Run a guardarmi attorno, estasiato. Come se non bastassero, i paesaggi sono davvero mozzafiato: appena usciti dalle Catacombe v’è la Valle Boreale che, con quel suo cielo sereno e quel panorama, mi ha lasciato incantato a contemplarla. Erano anni che un titolo non mi spiazzava così a livello estetico, davvero.

Se parlo di dettagli ho subito in mente un altro topic: armi ed armature. Rifinite con dettagli precisi e ben fatti, descritte in modo emozionante e, talvolta, ironico. Il comparto visivo, in generale, è davvero uno dei migliori degli ultimi anni.

Peccato non sfrutti pienamente il potenziale delle nostre console o pc. Più di una zona ha cali di frame assurdi, addirittura nella patch 1.1 hanno dovuto sistemare totalmente la palude di Farron poichè  ANDAVA A SCATTI, data la bassa qualità. Questa è stata una delle pecche che più ho odiato in questo Souls in quanto, nel 2016 e con mezzi così potenti, non è possibile rimanere ad una qualità grafica simil vecchia generazione, in alcune zone.

Irithyll della Valle Boreale

Chiamatela Lore, folklore, storia o susseguirsi di eventi. Chiamatela come vi pare, ma in questo Souls tutto è raccontato perfettamente pur rispettando il simbolico modo di farlo, tramite dialoghi e descrizioni. Sangue e lacrime d’innanzi al Re Senza Nome, il primogenito di Gwyn. Rabbia e odio nel vedere che Aldrich ha profanato la città degli Dei, aspettandovi immerso nella melma dove una volta vi attendeva il Capitano dei cavalieri, Ornstein. Curiosità nel seguire le quest di ogni Npc, caratterizzati al meglio dai produttori: la dolcezza nelle parole di Cornyx verso il suo Allievo, l’amicizia nata con Geirat il ladro o ancora il fastidio provocatoci dalla voce di Patches. Senza dimenticare la quest che preferisco, quella di Siegward di Catarina, amico fedele del gigante Yhorm fino alla fine.

Nonostante la cripticità di alcune quest, Anri di Astora su tutti, la maggior parte rimane accessibile anche ai neofiti. Basterà giocare con calma, ricordandovi le vostre azioni e i dialoghi con essi. Non abbiate paura di perdere alcune storie, ci sono gli NG+ ad aiutarvi.

Friends ‘till the end.

Una critica che sta unendo l’intera community nasce dalla TOTALE assenza di equilibrio nelle armature. O meglio, l’equilibrio c’è ma è sostanzialmente bloccato. Che voi indossiate stracci o pietre, sarete leggeri come foglie autunnali, spazzate via dal primo soffio di vento. Nei predecessori questa meccanica era meglio sfruttata poichè, chi decideva di coprirsi pesantemente era vincolato o al fat roll o al dover aumentare la statistica Vigore in modo sostanzioso. Qui, con i cambiamenti al roll (ossia che dal 70% in poi si è in fat, ma sotto sempre in fast nonstante cambi la distanza e quindi gli invincibility frames), sembra proprio una presa in giro dedicare tempo di gioco all’aumento di tale statistica perchè sarete sempre e comunque fragili. Ciò intacca chi preferisce giocare con addosso armature molto pesanti, scambiando colpi coi propri avversari con armi dal peso altrettanto alto: non è possibile che un personaggio vestito di stracci possa fermare, con un semplice colpo di spada, chi indossa un’armatura di metallo. Spero in una futura patch, così da rendere l’esperienza di gioco ancora più completa e divertente.

L’ironia cela sempre un velo di rabbia.

Ci sono altri motivi per il quale amo Dark Souls 3, così come altri difetti, ma ho deciso di spezzare in due articoli separati, così da rendere la lettura più leggera. Ora vi lascio, Unkindled, ricordandovi ancora la mia proposta: una community run in cui decidere tutto insieme. Vi prego di lasciare un commento qua o sulla pagina Facebook, così da poter scegliere se iniziare o meno. Naturalmente non aspetterò un centinaio di utenti per iniziarla, potremmo essere anche in tre.

 

 

A proposito dell'autore

Casey A.K.A Christopher,25 anni da Novara. Sono un videogiocatore da 20 anni, principalmente su console fissa e portatile,nonostante un amore nato da poco con Blizzard. Giocatore di Magic da 4 anni. Psn: TheCasey91 Battlnet: TheKris91#2972

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