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Lozioferra recensisce: The legend of heroes trails of cold steel

Il mondo è un posto ingiusto si sa: Bambini che muoiono di fame, Gigi d’Alessio è vivo e si accoppia con la Tatangelo mentre Bowie è diventato cibo per vermi e, sopratutto, Square enix ha i soldi e compagnie come Nihon Falcom hanno fanbase ristrette.
Queste battute perché? Perché ancora una volta, con The legend of heroes: Trails of cold steel, Falcom ha dimostrato che non bastano milioni di paperdollari per pompare il comparto tecnico per fare un bel gioco (o meglio, quello in un jrpg serve a vendere alla massa), ma che ci vuole anche uno scrittore con due sane palle cubiche per coinvolgere il giocatore nel mondo da lui creato, se poi questo lavoro viene unito ad una colonna sonora magistrale e ad un’ottima regia capiamo perché ci troviamo probabilmente a quella che sarà la trilogia di jrpg migliore di questo 2016, ed in un mondo giusto avrebbe venduto a milionate. Avete capito bene: Trails of cold steel è solo il primo capitolo, ma già da solo è superiore a quasi tutto ciò che è uscito negli ultimi anni dello stesso genere (a parte poche eccezioni come Xenoblade chronicles X, ma lì forse ci troviamo davanti alla miglior eccellenza nel genere dai tempi di FF7).

Il gioco narra le avventure della classe VII della Thors military accademy ed in particolare del protagonista Rein Schwarzer, una scuola militare dove i giovani di Erebonia, una nazione unita da lunghi binari, vengono addestrati alle arti della guerra, con le classi divise fra nobili e gente comune. La particolarità della classe VII? Nobili e popolani sono nello stesso gruppo, con tutte le differenze di sorta ed i vari conflitti che possono scaturire, se riusciranno ad andare d’accordo lo scoprirete soltanto seguendo Rean nelle varie giornate in accademia e negli studi sul campo organizzati da Sarah, la procace insegnante. Tutto inizia dopo la cerimonia di apertura dell’anno scolastico: Perché ci sono dei mostri antichi sotto il vecchio edificio della scuola? Perché sono così importanti gli studi sul campo? Ma sopratutto: chi è il misterioso uomo con la maschera in viso? La trama risolverà ogni vostro quesito, coinvolgendovi e spingendovi a pensare “diamine non voglio spegnere, cosa succede ora?”. Verrete catpultati in un’intreccio politico molto più grande di voi e questo dico subito che secondo me è il più “grosso” difetto del gioco: è tutto bello, bellissimo…ma ci mette almeno una decina di ore ad ingranare sul serio, e allora perché ho messo la parola fra virgolette? Perché tutto sommato anche le prime ore sapranno coinvolgere e saranno utili alla trama, grazie a dio nulla è stato lasciato al caso.

Ma chi saranno mai questi 2? La domanda vi attanaglierà fino alla fine...di sicuro posso dirvi che sono davvero fighi e hanno delle motivazioni molto serie

Ma chi saranno mai questi 2? La domanda vi attanaglierà fino alla fine…di sicuro posso dirvi che sono davvero fighi e hanno delle motivazioni molto serie

L’intreccio è molto complesso ed intendiamoci subito: ci sono delle cose che necessariamente verranno chiarite nei prossimi capitoli, come giusto sia, ma la carne messa sul fuoco da questo capitolo è davvero tanta: sono circa 80 ore di world building, colpi di scena e presentazione dei personaggi e credete a me, difficilmente ve ne dimenticherete qualcuno. Riguardo la caratterizzazione hanno svolto un lavoro magistrale: ogni personaggio ha spazio in questa storia e sopratutto è dotato di un background e di un carattere ben specifico. Nessun personaggio principale farà cose a casaccio, ed anche per la più piccola sfumatura del carattere c’è una spiegazione, a volte questo può portare a dei dialoghi piuttosto lunghi ma fortunatamente ogni cosa che verrà detta è interessante e coinvolgente. I rapporti fra i vari personaggi sono gestiti bene, una particolarità molto gradita è che ogni npc ha sempre qualcosa di nuovo da dire, anche dopo una semplice missione secondaria nel cortile della scuola, ovviamente questo non porta a nulla ma a volte riceverete qualcosa in dono: libri, ricette, aggiornamenti dei profili dei personaggi e addirittura subquest nascoste. Avrete capito che in questo gioco si parla molto ma lo ribadisco: essendo un primo capitolo la cosa è naturale dato il massiccio lavoro che hanno fatto dal punto di vista narrativo.
Stesso discorso per gli antagonisti. Le loro motivazioni verranno spiegate piuttosto avanti nel gioco ma sono assolutamente credibili e piuttosto “reali”: personalmente mi hanno ricordato dei recenti fatti di cronaca, non dirò però quali per non spoilerare, ma capirete subito.

La nostra amica Laura mentre passeggia nella piazza principale davant al palazzo imperiale

La nostra amica Laura mentre passeggia nella piazza principale davant al palazzo imperiale

E’ presente qualche ovvio elemento “fantastico” come la magia (spiegata, ovviamente) ma come ho detto il setting rimane sempre sul realismo, in quella “rivoluzione industriale futuristica” che riporta alla mente i vecchi jrpg degli anni 90, con architetture ottocentesche, elettricità, aeronavi e sopratutto i treni che corrono su quei sentieri di freddo acciaio citati nel sottotitolo (piccola chicca: anche questi sono parte della trama, ma quanto diamine è curata?)

Ma alla fine questo world building è o non è ben riuscito? Assolutamente sì: Erebonia, le Highland (ambientazione più epica a mio avviso) e tutte le varie zone sono caratterizzate magnificamente, le città sono vive e diversificate e lo stesso discorso si può dire per le zone esterne: campi di grano, boschi, grotte, laghetti di montagna…la varietà non manca. E per quanto riguarda i personaggi? Lo avrete capito, ovviamente sì: la sensazione è quella di giocare un manga come one piece: i vari membri dell’esercito, governo e altre associazioni sembrano gli ammiragli ed il governo di one piece, se un personaggio è potente fanno in modo di fartelo vedere, cosa che ho apprezzato tantissimo sinceramente, ed ogni volta che presentano qualcuno fanno in modo di dargli ampio spazio per imprimerlo nella mente.
Parlavo poi di regia ottima e di colonna sonora magistrale, non potevo usare termini migliori dato che l’abbinamento scena/colonna sonora è letteralmente perfetto: molto spesso vi troverete ad incitare i protagonisti cercandovi sul fianco una spada da sguainare, tutto merito della combinazione audio e scene epiche che vedrete.

nord highlands

Sì, andrete a cavallo. E sarà bellissimo

Ost quindi di altissimo livello, siamo sui livelli di quelle di quel tanto amato Nobuo Uematsu dei bei vecchi tempi, e anche il doppiaggio in inglese è ben fatto persino nelle battaglie.
Parlando di comparto tecnico teniamo in mente che siamo su psvita (nonostante esista la versione per ps3 anche qui in occidente) e che non possiamo pretendere più di tanto, detto ciò siamo comunque su buoni livelli: i personaggi sono discretamente realizzati così come le ambientazioni, con una buona conta poligonale e delle buone texture. Attenzione però perché la telecamera è completamente manuale, quindi tutto sommato si può dire che hanno lavorato bene, dato che comunque le mancanze tecniche vengono compensate dal comparto artistico che strizza l’occhio agli anime di recente produzione. Tirando le somme il titolo è un bel vedere ed onestamente a parte alcune animazioni legnose e qualche rallentamento nelle scene più caotiche, non sono presenti grandi difetti in questo comparto.

La nostra amica Emma alle prese con un mob qualunque. Notiamo l'interfaccia con a sinistra la barra dei turni e sotto le statistiche di ogni personaggio

La nostra amica Emma alle prese con un mob qualunque. Notiamo l’interfaccia con a sinistra la barra dei turni e sotto le statistiche di ogni personaggio

Il gameplay durante i combattimenti è quello classico a turni ma con alcune aggiunte interessanti che sono i link ed i rush attack, questi ultimi a 2 o 4 personaggi.
I link funzionano in modo molto semplice: colpendo un nemico con un determinato tipo di arma (taglio, perforante, contundente o penetrante) o facendo un colpo critico con un personaggio, un secondo personaggio attaccherà a sua volta. Questi link sono influenzati dall’intesa fra i vari personaggi: più il livello è alto più azioni saranno possibili, come ad esempio un terzo attacco che uccide il nemico rimasto con pochi hp o una cura istantanea. Il rush invece è un attacco effettuabile dopo un link attack premendo triangolo o quadrato in base al numero dei personaggi coinvolti, va da sè che non è utilizzabile sempre in quanto di grande potenza ma solo dopo aver accumulato dei punti ottenuti eseguendo link attack.

la schermata di un link attack

la schermata di un link attack

Ci si può muovere sul campo per ottenere posizioni vantaggiose rispetto al nemico, attaccarlo con le armi e utilizzando arti donate dai quartz, delle pietre magiche assegnabili ai personaggi tramite il sistema orbment, in grado di donare magie di attacco, supporto, cura ed abilità passive, in maniera similare a quanto visto con le materia di Final Fantasy VII.
Come ultima opzione (oltre alla fuga, ovviamente) sono utilizzabili anche le cosidette crafts: arti peculiari di ogni personaggio attivabili spendendo CP, guadagnabili facendo determinate azioni in battaglia. Spendendo 100 CP sarà possibile utilizzare le S-crafts che non sono altro che gli attacchi finali e più potenti dei nostri personaggi, dotati di potenza straordinaria ed in grado di fare grossi danni.

un Rean incazzato pronto a scatenare la tecnica suprema

un Rean incazzato pronto a scatenare la tecnica suprema

Dal punto di vista bilanciamento non ho notato grossi guai, se non 2 boss sbilanciati verso la fine, ed anche la curva di difficoltà è ben calibrata, tuttavia non è un gioco semplice dato che comunque bisogna porre sempre attenzione ad usare la giusta strategia altrimenti il party viene annientato (strategia che è possibile cambiare in corsa dato che durante il combattimento puoi cambiare i membri del party ed i link con la pressione dei 2 dorsali).
L’intesa dei personaggi aumenta combattendo linkati, giocando a carte con quel dato personaggio ed assistendo a certi eventi, tuttavia il modo più veloce è assistere ai dialoghi intesa durante i giorni liberi in cui si pùò vagare per l’accademia e per Trista, la città vicina, in questo modo è possibile influenzare anche alcune scene finali.

La progressione del gioco alla fin fine è gestita in maniera molto semplice, in quanto le vicende si dipaneranno durante i cosidetti field study (delle gite nelle varie città dove i nostri eroi risolveranno ogni volta compiti diversi) e durante i giorni liberi durante i quali Rean aiuterà il consiglio studentesco a risolvere particolari problemi di abitanti e studenti (le classiche quest secondarie). Non mancheranno attività extra come la lettura, la cucina e la pesca.

un pò di relax pescando al laghetto

un pò di relax pescando al laghetto

Concludendo possiamo dire di trovarci davanti ad un primo episodio parecchio story driven che mette tanta carne al fuoco e particolarmente divertente da giocare, veramente coinvolgente e con delle vere e proprie bombe a mano che faranno venir voglia di saltare direttamente a settembre, data di uscita del secondo capitolo. Sono certo che sul finale vi alzerete in piedi sul divano urlando ed incitando i protagonisti. Siamo ai livelli dei vecchi capolavori del genere come i Persona, i final fantasy snes o Terranigma, un gioco che pare urlare da ogni poro “guardateci, abbiamo 2 euro di budget ma dopo 30 anni siamo ancora capaci di dire la nostra”. Se avete una ps3 od una psvita non fatevelo scappare, se riuscirete a passare sopra a tanti dialoghi e ad una trama che ingrana dopo una decina di ore capirete cosa vuol dire giocare ad un jrpg di qualità, quasi artigianale.

Appassionato di videogiochi sin da bambino, fiero possessore di due console di casa Nintendo: Ds e Wii, oltre alla console di casa Microsoft: Xbox One. Da dicembre 2016 possessore anche di una Ps4 "slim". Studente universitario al secondo anno presso la facoltà di Economia e Management di Pisa.

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